Velocizzare Windows Vista modificando la memoria dedicata al FileSystem

Mi sono sempre chiesto perchè Windows non permetta di definire una grandezza arbitraria della cache del filesystem. Pre chi ha, ad esempio, ha un laptop, magari con disco fisso lento (a 5400 giri al minuto o anche meno), risulterebbe comodo poter utilizzare parte della memoria RAM in esubero come memoria cache e velocizzare le operazioni di lettura e scrittura e quindi di tutto il pc in generale.

Il sito HowToGeek propone un’ottima soluzione basata su un trucchetto documentato che permette di specificare che Windows deve utilizzare più cache per le operazioni relative al file system NTFS, operazione che dovrebbe far aumentare notevolmente la velocità dell’intero sistema soprattutto se il computer apre e chiude spesso piccoli file.

Stando alla documentazione Microsoft:

Increasing physical memory does not always increase the amount of paged pool memory available to NTFS. Setting memoryusage to 2 raises the limit of paged pool memory. This might improve performance if your system is opening and closing many files in the same file set and is not already using large amounts of system memory for other applications or for cache memory. If your computer is already using large amounts of system memory for other applications or for cache memory, increasing the limit of NTFS paged and non-paged pool memory reduces the available pool memory for other processes. This might reduce overall system performance.

Ho testato personalmente questa modifica riscontrando un piccolo miglioramento nella performance anche se, non avendo eseguito nessun benchmark approfondito, non posso confermare che la mia non sia solo una sensazione. Spero di vedere le vostre impressioni nei commenti.

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Creare un file server casalingo con Ubuntu. Guida passo a passo. Parte 3

Come promesso ecco la terza ed ultima parte (prima parte, seconda parte) del tutorial che spiega come trasformare un vecchio PC con sufficiente spazio su hard disk in un efficiente file server.

4 Abilitare l’account di root

Dopo il riavvio ora potete loggarvi con la username creata durante l’installazione di Ubuntu. Dato che dovremo eseguire tutti i prossimi comandi come utente root provvederemo ora alla sua attivazione; Ubuntu infatti disabilita questo utente come impostazione predefinita.

Eseguiamo quindi

sudo passwd root

creando una password per l’account root. Vi ricordo che una password dovrebbe sempre essere sicura ed essere quindi lunga almeno 8 caratteri, nonchè contenere almeno una lettera minuscola, una maiuscola, un numero ed un carattere speciale. Settata la password possiamo diventare amministratori inserendo il seguente semplice comando:

su

 

5 Configuriamo la rete

Siccome la configurazione di default di Ubuntu ha scelto automaticamente di configurare la nostra rete tramite un server DHCP, siamo costretti ad intervenire manualmente per avere un indirizzo IP statico, come si conviene ad un server. Modifichiamo quindi il file /etc/network/interfaces con il seguente comando:

nano /etc/network/interfaces

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Creare un file server casalingo con Ubuntu. Guida passo a passo. Parte 2

In questa seconda parte della guida per trasformare un vostro PC in un server casalingo continueremo e completeremo l’installazione di Ubuntu Server.

Nell’ultima puntata eravamo rimasti al punto in cui l’installazione chiedeva di completare la configurazione della rete. Procediamo quindi ad inserire il nome del computer nella rete (hostname). In questo esempio il server si chiamerà server1.example.com, così inseriremo server1:

Ubuntu Home Server

Procediamo quindi al partizionamento dell’harddisk. Per partizionamento si intende la suddivisione del disco fisso in diverse zone che normalmente sono utilizzate dal sistema operativo e dalla memoria virtuale. In questa guida, per semplicità, creeremo una grande partizione principale di root e una piccola partizione dedicata alla memoria virtuale. Quindi scegliamo il partizionamento guidato:

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Creare un file server casalingo con Ubuntu. Guida passo a passo. Parte 1

Questo tutorial spiegherà come trasformare un vecchio PC con sufficiente spazio su hard disk in un efficiente file server. Lo scopo di questa guida è farvi creare un server casalingo senza troppe pretese, ma che sarà accessibile sia da computer Windows che Linux.

La guida inoltre vi permetterà di creare un server che utilizza dischi formattati in NTFS. Questo accorgimento vi permetterà di utilizzare i dischi in futuro sia su computer Windows che Linux semplicemente smontandoli e attaccandoli al nuovo computer.

Le caratteristiche del server saranno Ubuntu Server 7.10 e Samba. Non usate le versioni precedenti di Ubuntu Server perchè non supportano gli ultimi adattotori SATA e rischiate quindi che i vostri dischi non vengano riconosciuti.

1 – Prepariamo il necessario per l’installazione

Per installare questo sistema averete bisogno di:

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