Anche i paesi in via di sviluppo hanno bisogno di infrastrutture informatiche
Autore: Lorenzo Lago
La penetrazione dei cellulari in africa ha raggiunto un incredibile 37% secondo un recentissimo studio di Ernst & Young. Incredibile perchè fino a un anno e mezzo fa era solo 28%. Un aumento davvero considerevole. Anche se i possessori di pc in quel continente è molto basso, i cellulari hanno comunque bisogno di infrastutture in grado di sopportare il traffico di un numero sempre più alto di conversazione. E in più va considerato che i cellulari moderni ormai navigano in internet come un normale pc.
E di conseguenza anche i provider di questi servizi si sono dati da fare.
SEACOM è una rete sottomarina che è diventata operativa da poco, e che unisce India e gran parte dell’Africa orientale all’Europa. 17.000 Km di cavi assicurano una banda di 1,28 Tbps, aumentando considerevolmente non solo la portata della banda ma anche l’affidabilità delle comunicazioni.
Spostandosi di poco in termini geografici, è stato inaugurato da pochissimo un nuovo collegamento tra Cina e India. Questo è via terra, dato che il tratto di mare tra le due nazioni è molto esposto a uragani e tifoni, e quindi installare dei cavi sottomarini è più un rischio che altro.
Nel mondo moderno tutti hanno bisogno di collegamenti sempre più veloci, inclusi i paesi in via di sviluppo. E non si tratta solo di India e Cina, ma di una parte di Africa che potrebbe riuscire a migliorare anche grazie alle possibilità offerte da Internet e dal mondo tecnologico in generale. Certo non è l’unica che serve, dato che senza l’acqua da bere un cellulare non serve a molto…
